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Il caffè viene consumato come bevanda in Occidente da circa trecento anni, ma la scoperta delle sue doti in Oriente si perde nella leggenda. Ognuno la prepara secondo il proprio gusto: lungo, all’americana, ristretto alla napoletana, con la moka o in versione espresso, con il filtro o bollito. Ma gli italiani, discorso a parte andrebbe fatto per i napoletani, si ritengono maestri nell’arte del caffe’ e lo consumano in molte varianti: macchiato, corretto, ristretto, lungo, in tazza grande o piccola, in vetro, ecc.
Il caffè trovò un posto d’onore nella cultura islamica, poiché nei paesi arabi era proibito l’alcol. Il caffè venne associato ad uno stato di lucidità mentale al punto che il suo consumo fu addirittura spropositato.
Furono gli arabi per primi, intorno all’anno 1000 d.C., che ebbero l’idea di rendere in polvere il caffè e di aggiungervi dell’acqua calda per ottenere la bevanda che oggi conosciamo. Chi fece conoscere il caffè in Occidente furono i Turchi Ottomani, che lo bevevano di continuo per tutto il giorno al punto da sostituirlo al vino.
A Napoli c’era in passato un’abitudine: quella del caffè sospeso. Chi non aveva possibilità di pagarlo da sè poteva trovare al bar un caffè in omaggio pagato da una persona che lo lasciava appunto in sospeso per chi volesse consumarlo. In disuso da qualche anno, sembra che l’usanza voglia riproporsi così da proseguire questa opera di “solidarietà”, ed è stata accolta anche da Firenze da una decina di bar famosi.
Da secoli l’uomo trae piacere dal caffè e tutti i sensi vengono coinvolti bevendo una tazza di caffè.
I maggiori produttori mondiali sono: il Brasile, il Vietnam, la Colombia e l'Indonesia. Seguono Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia, India.
