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E’ interessante notare, però, che se tutti rispettano le tradizioni che pongono l’uovo della propria Pasqua gastronomica sono davvero pochi quelli che ne conoscono l’origine.
Solo il 26%, infatti, sa che l’uovo è simbolo di Pasqua “ per leggende che lo legano alla figura del Cristo risorto”. Il 23% - confondendo la tradizione commerciale con quella sacra – ritiene che sia stata “la diffusione dell’uovo di cioccolato a rendere questo alimento simbolo della Pasqua.
Il 12% considera , invece, che “ l’uovo è uno degli alimenti più diffusi ed è naturale che la scelta sia caduta su di esso”. Il 39%, invece, pensa che non ci sia nessun motivo particolare che abbia trasformato l’uovo in simbolo di questa festa.
Con un distinguo tra le uova di gallina e quelle di cioccolata.
Quelle di gallina un alimento sano, genuino e convenienti da un punto di vista economico,mentre quelle di cioccolata risultano imbattibili nella sfera del “ gusto “.
Le prime rappresentano quanto di più semplice, contadino, tradizionale, archetipico, conveniente, sano, naturale e ipocalorico si possa immaginare. Ricche di minerali come il ferro e di vitamine B1, B2, B3, B6, B12, tuttavia nel tuorlo troviamo anche colesterolo – seppure in maniera ridotta al passato – e le persone che non presentano una buona tolleranza nei loro confronti è bene si limitino a consumarne non più di 2/3 a settimana.
Quelle di cioccolata giocano, invece, su un simbolismo completamente opposto : esotico ( il suo ingrediente principale arriva dall’America ), ricco, ricercato, vuoto ( per questo c’è la sorpresa ) e privo di simbologia sua, costa molto ed è fortemente calorico. 100 grammi di cioccolata, infatti, forniscono in media 500 Kcal perché contengono burro di cacao o altri grassi saturi aterogeni, senza dimenticare anche gli zuccheri contenuti nel cioccolato, in genere zuccheri semplici come il saccarosio, che, una volta assunti nel nostro corpo, possono trasformarsi in altri grassi aterogeni.
