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Il nome "Pasqua" deriva dal latino pascha e dall'ebraico pesah che vuol dire passare oltre. Mosé diede un nuovo significato a questa festa, proprio perchè la fece coincidere con la fuga del popolo. Per gli Ebrei, infatti, Pesah, significa l'uscita dall'Egitto. La loro Pasqua dura otto giorni, durante i quali ogni famiglia mangia agnello con erbe amare dopo avere cosparso con il suo sangue gli stipiti della porta di casa, a ricordo del gesto che aveva significato la salvezza dei loro primogeniti. La Pasqua cristiana, derivata da quella ebraica, viene festeggiata in Italia, ed è preceduta da un periodo di penitenza, la Quaresima, che dura 40 giorni e va dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo, cioè il sabato prima della Pasqua ebraica. Anche i cristiani mangiano agnello, sebbene questo abbia un significato diverso: esso, infatti, rappresenta il corpo innocente di Gesù crocifisso. Sembra, però, che il rituale della Pasqua sia molto antico e legato a un'origine pagana, cioè non cristiana, e nasce come motivo di ringraziamento e d’offerta sacrale delle primizie del campo e dell’orto.
Si pensa che già i Persiani, cinquemila anni fa, festeggiassero l'arrivo della primavera mangiando uova di gallina.
L'usanza di festeggiare il sacrificio e la resurrezione di Gesù venne quindi, nel secondo secolo, abbinato proprio alle feste di primavera; in questo periodo, inoltre, dopo le funzioni religiose, venivano distribuite ai fedeli uova benedette. La rinascita della natura dopo un inverno di desolazione e morte, era facilmente accostata alla resurrezione del Cristo che annunciava, a coloro che lo avevano accettato, una nuova vita.
